CIOFS, AECA, FORMA: AL VIA IL XXXIII SEMINARIO DI FORMAZIONE EUROPEA

A Bologna, dal 6 all’8 ottobre per parlare di identità professionale dei giovani in connessione con le imprese, il territorio e le istituzioni.

“La formazione professionale ha un’importanza strategica per il Paese: non è soltanto un’importante fucina di competenze professionali, ma è un momento educativo per i ragazzi”. Con queste parole il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, ha dato il via alla prima giornata del XXXIII Seminario Europa, organizzato CIOFS-FP (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane-Formazione Professionale), in corso dal 6 all’8 ottobre a Bologna.

Il Seminario Europa è il più importante appuntamento annuale di confronto tra tutte le parti interessate al mercato dell’educazione, formazione e lavoro. Quest’anno si è svolto in presenza, con una sala gremita di addetti ai lavori ai quali il ministro Bianchi ha inviato, come ormai in uso in epoca pandemica, un video messaggio.

Anche nei momenti più difficili della pandemia – ha concluso Bianchinon siamo mai stati bloccati, ognuno di noi ha cercato di non darsi mai per vinto ma di reagire trovando sempre il modo di mantenere il legame e la connessione con i nostri ragazzi, il momento però ci chiede di più richiede la capacità di riprendere quel filo che sembrava interrotto per poter collegare il futuro dei nostri ragazzi con le capacità che noi già oggi possiamo mettere in campo per dar loro competenze e conoscenze affinché possano costruire il proprio percorso di vita.”

Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione

Da Bologna in modo compatto, insieme a FORMA, AECA, CISL, Confindustria, Confartigianato, si chiede di non lasciare per ultimi i ragazzi della filiera professionalizzante.

Da ricordare che il disegno di legge sugli ITS, già approvato alla Camera, è ora al Senato dopo anni nei dimenticatoi, ITS su cui si stima un investimento di un miliardo e mezzo. Segno che forse qualcosa sta cambiando.

Alla prima tavola rotonda, una vitale rappresentanza di PMI innovative si trova d’accordo sull’efficacia di lavorare con formatori e territorio: sono l’esempio di una nuovo welfare di responsabilità che attraverso un’interazione concreta crea occupazione. Urbancooltur si racconta con il nome è una società agricola che porta polmoni verdi produttivi in città, in terrazza e in ogni dove. Partner piemontese del CIOFS-FP con cui porta la didattica a livelli aeroponici!   Nicola Chiastrini di Ecologia Soluzioni Ambienti, impresa familiare che si occupa di raccolta rifiuti, e si fa capofila “Facciamo fatica a reperire nuovo personale, quando arrivano in azienda, la scuola non prepara alle difficoltà. È la prima cosa che dobbiamo fare capire quando si entra in una realtà” e per far ciò si collabora con la rete dei formatori. Stessa esperienza, sempre dal trevigiano la racconta Andrea Maccari, che con un gruppo di imprenditori pochi mesi fa ha creato Abm Work, per insegnare le nuove professioni della realtà aumentata e virtuale. Una impresa formativa in cordata con il CIOFS-FP che è a tutti gli effetti un’impresa, ma senza profitto se non arricchire il territorio con una diffusione di competenze. Ma anche la Puglia ha qualcosa da raccontare con Francesco Berardi che dalla produzione di cassette per frutta e verdura, riflette su se stesso e sul benessere in azienda facendo orientamento con una psicologa del lavoro per i dipendenti.

Un momento del convegno

“Pattualità” è la parola chiave! Una progettualità che si traduce in un’interazione responsabile tra privato sociale e comunità. Sono illustrati da alcuni virtuosi esempi nella seconda tavola rotonda: UBUNTTU Engim è un’impresa formativa green che l’Emilia Romagna ha imparato ad apprezzare e l’Italia dovrebbe scoprire. Da Ravenna all’orto botanico nel capoluogo di provincia inserisce oltre cento ragazzi l’anno tra studenti che apprendono la gestione dei punti vendita e ragazzi dell’agroalimentare gestiscono lo spazio verde cittadino e lo mettono a reddito con prodotti enogastronomici a KM0. Poi un bar didattico ad Ostia, appena fuori dalla capitale che offre un’occasione ai ragazzi di periferia in cerca di una nuova vita, sempre un’iniziativa del CIOFS-FP questa volta a Bologna è Freewear, come ripensare la moda e la sartoria come mestiere e impegno sociale: un’imprenditoria ispirata allo street style con un coinvolgimento di giovani e un sostegno attivato anche attraverso il crowdfunding. Un progetto sociale innovato immerso nel quartiere. Anche Food Farm Parma ha una storia da raccontare, una azienda agricola, che ha creato un lab con tecnologie modernissime per insegnare la trasformazione agroalimentare.

Manuela Robazza, Presidente Nazionale del CIOFS-FP e padrona di casa, sottolinea: “l’insieme di questi  esempi e le opinioni che il sistema produttivo ha illustrato ribadiscono la centralità dell’educazione e della formazione professionale come uno dei percorsi fondamentali per superare la crisi endemica del nostro paese e contribuire al rilancio nel post-Covid.  Quello che abbiamo fatto non è per noi è per i ragazzi e per coloro che cercano un lavoro. Quello che abbiamo fatto è un esempio che si può replicare all’infinito grazie alla collaborazione di tutti.”